Sono Nata Il Ventuno a Primavera

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Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la
sera.
Forse è la sua preghiera.

 

*Alda Merini* (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1° novembre 2009)

 

http://www.aldamerini.it/biografia

 

 

 

 

Buon Compleanno Splendida Donna…

DonnaDiCorallo

Ciao Donna di corallo, Tesoro immenso… due giorni fa, la Tua Greta

ha compiuto 7 anni ed oggi è il tuo compleanno. Non è una coincidenza,

siete nate a distanza di due giorni, nello stesso mese… in Primavera,

è anche così che le stai vicino e, lei, Ti ha nel cuore, sei la sua mamma.

Non esiste tempo… non esiste spazio quando c’è un legame così profondo

e importante. Io ti immagino così: davanti al mare, serena e sorridente,

perchè sai già che, Tu e Greta, siete legate da un filo invisibile

che non si spezzerà mai, quel filo che permetterà a Greta e a tutti

quelli che Ti hanno sempre nel cuore, di avere questa importante

consapevolezza. La Tua Greta, supererà tutti gli ostacoli della vita… Sì, non c’è

ostacolo che tenga,  Tu le stai vicino!

Arrivederci Stella adorata, buon compleanno!

 Zia Lorenza

PerTeDonnaPrimavera

Un Passo Dopo L’Altro

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… Per guarire la tua anima, devi attraversare il lato oscuro della foresta.

Abbi coraggio ragazzo mio, non farti spaventare da nulla, anche se,

quella che intraprenderai, sarà la strada più dura e ostile che ti sia

mai capitata. Cammina e, nel silenzio, ascolta ciò che il tuo cuore

ti dirà. Cammina ragazzo, l’oscurità non durerà in eterno, prendi

 tutte le tue forze e continua il cammino, anche se sarai stanco,

anche se gli occhi ti bruceranno, continua a camminare, un passo

dopo l’altro… E un passo dopo l’altro, sentirai il profumo familiare

del muschio, sentirai la sua morbidezza, e non più il sentiero

fatto di arida terra. Non arrenderti, anche se il tuo corpo te lo

chiederà, sii forte e, se nonostante tutto questo, sarai triste e

sfiduciato, chiedi aiuto, è un tuo diritto farlo, perchè se riuscirai

ad arrivare nei pressi del passaggio e ad intravedere il portale

dell’Oltre, la sua Luce e i Custodi messi a guardia ti apriranno l’entrata,

solo allora saprai se accettare oppure no, la missione che ti sarà

affidata e, qualunque sia la tua scelta, ti sarà concesso di tornare

alla tua dimora, scortato dagli eterni spiriti della Natura.

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<–(]  cacciatricedisogni

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Ho Conosciuto il Dolore

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Ho conosciuto il dolore
(di persona, s’intende)
e lui mi ha conosciuto:
siamo amici da sempre,
io non l’ho mai perduto;
lui tanto meno,
che anzi si sente come finito
se, per un giorno solo,
non mi vede o mi sente.
Ho conosciuto il dolore
e mi è sembrato ridicolo,
quando gli do di gomito,
quando gli dico in faccia:
“Ma a chi vuoi far paura?”
Ho conosciuto il dolore:
era il figlio malato,
la ragazza perduta all’orizzonte,
il sogno svanito,
la miseria dopo l’avventura;
era il brigante all’angolo
che mi chiedeva la vita;
era il presuntuoso tumore che mi porto dentro
da una cellula impazzita;
era Dio, che non c’era
e giurava, ah se giurava, di esserci;
la sconfitta patita,
l’indifferenza del mondo alla fame,
alla povertà, alla fatica;
l’ho conosciuto
e l’ho preso a colpi di canzoni e parole
da farlo tremare,
da farlo impallidire,
da farlo tornare all’angolo,
pieno di botte,
che nemmeno il suo secondo
sapeva più come farlo di nuovo salire sul ring,
continuare a boxare.
E, un giorno, l’ho fermato in un bar,
che neanche lo conosceva la gente;
l’ho fermato per dirgli:
“Con me non puoi niente!”
Ho conosciuto il dolore
ed ho avuto pietà di lui,
della sua solitudine,
di questo cavolo di suo mestiere;
l’ho guardato negli occhi,
che sono voragini e strappi
di sogni infranti:
“Ti vuoi fermare un momento?”, gli ho chiesto,
“Ti vuoi sedere?
Vieni con me,
andiamo insieme a bere.
Hai fatto di tutto
per disarmarmi la vita
e non sai, non puoi sapere
che mi passi come un’ombra sottile sfiorente,
appena-appena toccante,
e non hai vie d’uscita
perché, nel cuore appreso,
in questo attendere
anche in un solo attimo,
l’emozione di amici che partono,
figli che nascono,
sogni che corrono nel mio presente,
io sono vivo
e tu, mio dolore,
non conti un cazzo di niente”.

*Roberto Vecchioni*