Le case di Kinsale – 2

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Lui le prese il volto fra le mani e non poté non notare che gli occhi di Micol, in quell’istante, riflettevano il verde della vegetazione. Era di una bellezza delicata. I lunghi capelli le incorniciavano il viso “Non fissarmi così, come se fossi un fantasma…” rise lei. “Scusami… non mi ero reso conto… I tuoi occhi oggi sono così particolari… Stupendi! Inoltre stava pensando che era inconcepibile che non guarisse. Era tutto così assurdo! Si erano promessi di vivere insieme, sperava in un cambio di rotta del destino, si aggrappava disperatamente a questa speranza, perché lei era tutto quello che gli restava, e mai avrebbe rinunciato alla sua presenza nella sua vita. Mai. Senza di lei sarebbe diventato un eremita rabbioso, in collera con il mondo. La voce di Micol lo distolse dai suoi pensieri “A cosa stai pensando così intensamente?” Lo sguardo di Raphael si spostò dalla vallata a lei “Pensavo che la prossima volta che verremo qui, dobbiamo organizzarci meglio, magari portarci qualcosa da mangiare e stare più tempo, ne vale la pena. Sembra che qui il tempo si fermi, e io voglio fermare il tempo quando sto con te. La guardò a lungo e poi le sfiorò i capelli, ne sentì il profumo, poi se la strinse a sé e si baciarono intensamente, dopo si avviarono alla macchina per far ritorno. Lungo il tragitto lei, tra una piccola conversazione e l’altra, a tratti, guardava il paesaggio con espressione serena, quasi sorridente, poi strada facendo, decisero di fermarsi in quel piccolo ristorante che ogni volta attirava la loro attenzione, quello con i tavoli e le sedie color pastello, con le lanterne bianche che ornavano le pareti esterne, insieme a cascate di edera e fiori sulle finestre. Si rivelò una buona scelta: cibo ottimo e spensieratezza fra loro, ripercorrendo la giornata trascorsa insieme. Proseguirono poi per tornare in città e successivamente lui accompagnò Micol a casa, quindi si salutarono. Raphael rimase appoggiato alla sua auto, la seguì con lo sguardo in lontananza finchè lei non entrò e chiuse la porta. Fissò il cielo per un istante, poi salì in macchina e ripartì. Alle 3 lo aspettava un viaggio in aereo e una giornata massacrante di spostamenti per lavoro.

(Lorenza de Simone)

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~ di cacciatricedisogni su 14 marzo 2020.

2 Risposte to “Le case di Kinsale – 2”

  1. ..una coppia molto unita e innamorata. 🙂

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