La Risposta di Ovolina

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„Che grandioso e terribile spettacolo,” disse. “Certo, vedendo tutto ciò anche a un laico quale sono io viene da pensare alla regia di una mente giusta e superiore.”In quel momento, proprio nel nuvolone sovrastante Memorino, due sottonuvole rissose, spintonandosi, crearono quella situazione di malessere elettrico che spesso prelude a improvvisi fenomeni quali saette o fulmini ramificati.Contemporaneamente in una modesta casa della periferia di Banessa, la signora Ovolina, donna di generosità e mitezza senza eguali, era riuscita dopo anni di vani tentativi a prendere la linea per partecipare al gioco televisivo Indovina il sorriso che consisteva nell’indovinare a quale personaggio famoso appartenesse l’impronta dentaria telemostrata. L’Ovolina sapeva la risposta e stava per vincere il primo premio della sua vita, nella fattispecie una cucina da otto milioni con forno autopulente e spiedo a cinque marce.”Allora, signora Ovolina, sa dirci a chi appartiene questo sorriso?” disse il presentatore Mazzapone.”Sì, il sorriso è quello di Mussola…”In quell’istante un fulmine, nato nelle condizioni dinanzi scritte, segnò il grigio del cielo con un graffio rosso corallo e dopo aver un istante esitato sul’obiettivo da colpire, scelse una casina rosa con gerani alle finestre e una piccola antenna televisiva, scivolò giù per l’antenna, traforò la televisione e incenerì la signora Ovolina, lasciando sul tappeto solo tre etti di scorie.”Mi dispiace, ma lei doveva dirci il nome completo,” disse Mazzapone, e passò a un altro concorrente, un pluriomicida agli arresti domiciliari che vinse la cucina.Questa manifestazione di una mente giusta e superiore non venne però avvertita dai nostri eroi, che dall’altro della montagna accompagnarono il fulmine con un “oooh” di stupore e ammirazione.“

 
– Stefano Benni, La Compagnia dei Celestini

 

Ode Al Fiore Azzurro

…Vicino al mare, camminando, nel mese di novembre,

tra i pruneti che accolgono luce, fuoco e sale marini,

ho trovato un fiore azzurro nato nella compatta prateria.

 

Da dove, da che abisso estrai il tuo raggio azzurro?

La tua seta tremante, sottoterra,

si unisce al mare profondo?

Presi quel fiore tra le mani e lo guardai

come se il mare vivesse in una sola goccia,

come se nello scontro della terra e delle acque

un fiore sollevasse un piccolo stendardo

di fuoco azzurro, di pace irresistibile,

d’indomita purezza.

 

(Pablo Neruda)

tratto da “Una casa nella sabbia”