Combattere!

•9 marzo 2020 • 4 commenti

Parole preziose, da leggere attentamente.

Grazie infinite Dina!

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Emozioni: idee del cuore

Sono già state dette milioni di parole sul Coronavirus. La gente è confusa. Ha paura. Virologhi esperti da una parte e persone, dall’altra, che danno notizie senza averne la qualifica.

Noi operatori sanitari, invece, nel frattempo, saltiamo ferie, riposi , andiamo in altri reparti per far fronte alla varie necessità. Stiamo combattendo in trincea. Sudando sotto quei camici idrorepellenti, le mascherine, le visiere, i doppi guanti.

Nessuno molla! Chi ha figli piccoli a casa. Chi genitori anziani che non riesce ad andare a trovare alla casa di riposo, perché vietato.

Tutti!

Tutti disponibili e pronti ad aiutare. A dare un sorriso, sostegno, risposte ed aiuto. In prima persona perché tutto torni alla normalità.

Aspettando l’esito di un tampone, per condividere poi la gioia o smorzare l’ansia e l’inquitudine .

Vorrei ribadire di andare nei Pronto Soccorsi , solo se indispensabile. Mi raccomando!

Ribadisco.

Non intasate i Pronto Soccorsi. Assolutamente! Chiamate…

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Le case di Kinsale – 1

•21 febbraio 2020 • 6 commenti

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E’ un racconto senza nessuna pretesa. Scrittrice, non lo sono. Provo a trasferire le emozioni dei personaggi nelle parole, nelle descrizioni caratteriali. Ambientato in Irlanda, una terra che adoro, e che mi ha sempre affascinata. Scritto molti anni fa, ho pensato di dividerlo in piccoli capitoli e condividerlo.

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Raphael era arrivato a destinazione da qualche ora. Tempo prima aveva pensato che cambiare aria gli avrebbe fatto bene. Aveva scelto come rifugio per sé e i suoi pensieri l’Irlanda: una cittadina a caso. Sapeva quasi per certo che quella splendida terra di smeraldo, da sempre amata, l’avrebbe aiutato a lenire il dolore, a guardarsi dentro finalmente, senza barare con sé stesso o, almeno, se lo augurava. Il mare era un elemento a lui caro e lì, il mare era diverso, forse era più blu, un blu cupo come quello che sentiva nell’anima, ma era quello che voleva in fondo, e l’autunno era alle porte, malinconico compagno. Arrivò in albergo nel tardo pomeriggio, era stanco e stressato per il viaggio, per la vita ed i ricordi che come sempre non gli avevano dato tregua. Continuava a pensare: ” Dimenticare… Voglio dimenticare! Non lei… ma la sua sofferenza… “. L’aveva persa, aveva perso Micol, così all’improvviso. Son quelle situazioni, che quando arrivano, ti lasciano povero di emozioni, ma solo in apparenza. Dentro, scavando… sai che hai l’inferno, e vorresti saltare quel capitolo, ma lui è lì, pronto a tornare come un boomerang lanciato alla perfezione. Dopo cena salì nella sua camera, guardò fuori dalla finestra, scrutò il panorama in lontananza. Era l’imbrunire, e il cielo si era arreso al tramonto, a quei colori talmente vividi e quasi prepotenti che lo lasciarono quasi attonito. Distolse lo sguardo dalla finestra-quadro, quindi sistemò le sue cose. Fece una doccia veloce e, successivamente, crollò sul letto, esausto. La mattina seguente, decise di fare un giro per la piccola e pittoresca cittadina: Kinsale, ma prima sarebbe andato a vedere il vecchio faro. Era molto affascinato dai fari, lo era sempre stato, fin da piccolo. Li disegnava, li fotografava. Era un bravo fotografo, il suo lavoro gli permetteva di immortalare panorami e attimi irripetibili. Era molto apprezzato per i suoi scatti. Affittò una macchina, e cominciò il suo mini viaggio in quel luogo, così diverso e tranquillo. Si diresse verso il mare. Mentre guidava, i suoi pensieri, che negli ultimi tempi lo angosciavano e intristivano, stranamente, diventarono compagni discreti, scorrevano anche se nostalgici, un po’ come quando si è in treno e vedi un bel paesaggio scorrere dal finestrino, senza che la noia abbia il sopravvento. Era una giornata di sole, il cielo era terso  e fuori, la brezza marina, muoveva dolcemente la vegetazione circostante. Parcheggiò, poi cominciò a camminare guardandosi meglio intorno. Il verde lì era davvero pazzesco, l’aria profumava di mare e mentre proseguiva, respirava a pieni polmoni, come a voler immagazzinare quel vento e quei gradevoli profumi per quando sarebbe tornato a casa. Si fermò per un attimo e chiuse gli occhi, poi proseguì, come alleggerito. Amava passeggiare in riva al mare, in qualunque luogo si trovasse, ma lì il mare era diverso, aveva qualcosa in più, come una memoria antica che affiorava dal suo canto impetuoso, quell’infrangersi di onde sugli scogli, come parole di ricordi lontani che, prepotentemente, sottilmente, arrivavano alla sua mente e Raphael, arreso, non poteva che sottostare a quel dolce amaro gioco di quel mare cobalto. Fissò l’orizzonte, e lentamente i ricordi presero corpo.

 “Raphael, dai sediamoci qui… guarda che bella panchina!” Micol aveva il potere di annullare tutto quello che c’era intorno a loro, anche se fossero stati in mezzo al traffico. Tutto spariva quando era con lei, c’erano solo loro due. Quella sorta di magia si ripeté in quel pomeriggio, tanto più che erano in mezzo alla natura, e il tronco di quercia, trovato casualmente in quel sentiero, era davvero comodo. Era l’inizio dell’estate e il sole, generosamente scaldava l’aria, ma non era sfacciato come a luglio. “Sai Raphael… dovremmo venirci più spesso qui”. Poi, pensierosa, fece una lunga pausa come per prepararsi a dire qualcosa di cui non avrebbe voluto parlare. Giocherellando con un pezzetto di ramo  fra le dita disse “Ieri sono stata dal Dr. Cozich, per l’esito delle analisi, i valori sono scesi rispetto all’ultima volta. Mi ha detto che, se anche nelle prossime sarà così, si potrà sperare in meglio”. Raphael cercò di non far trasparire la sua apprensione “Ne ero sicuro, come sono sicuro che al prossimo controllo,saranno quasi nella normalità, ci scommetto la mia Nikon nuova di zecca!” Sorrisero insieme mentre lui cingeva il braccio intorno alla vita di Micol, e lei appoggiò la testa sulla sua spalla.

 (Lorenza de Simone)

 

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Scelte

•4 febbraio 2020 • 4 commenti

 

 

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Avevo due scelte:

lasciarmi morire o imparare a vivere.

Così presi un ago, mi ricucii l’anima

e decisi che dopotutto ce l’avrei fatta.

 

 

 

Decidere

•29 gennaio 2020 • 2 commenti

ricordi

 

A volte, stanchi dell’incertezza, si comincia a decidere davvero, e i grovigli della vita si dipanano a poco a poco.

 

(Lorenza de Simone)

 

Sinfonia di polvere

•28 gennaio 2020 • 2 commenti

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Immagine impalpabile

il tuo sguardo.

Come sinfonia di polvere

nell’aria

attraversa me…

Eppure così avvertito

che sfiora deciso i miei occhi

fino ad addentrarsi

alle porte

della mia mente celata,

del mio soffio vitale.

 

                                                     (Lorenza de Simone)

Sempre

•31 dicembre 2019 • 6 commenti

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… Poche ore… i migliori auguri affinché il nuovo anno porti ad ognuno progetti realizzabili, traguardi condivisibili, piccole gioie ma quotidiane… auguri affinché nessuna difficoltà sia insormontabile e nessuna montagna irraggiungibile… auguri affinché il vento soffi nella direzione migliore… auguri per oggi, domani e per ogni giorno.

 

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Di Natale e di ricordi

•16 dicembre 2019 • 10 commenti

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Credo che il Natale sia il punto debole dell’umanità, il periodo più felice e malinconico dell’anno, il momento in cui il passato entra prepotente nella vita e si accomoda tra te e l’albero di Natale e in quel mare di lucette intermittenti si diverte ad accendere e spegnere mancanze e ricordi, vuoti e assenze. Non importa quanto tu sia diventato forte e indifferente, lui riesce sempre a trovare il punto debole nella corazza che ti sei costruito e lì… colpisce, riaprendo antiche ferite che ogni anno ricominciano a bruciare.

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Non so chi abbia scritto queste parole, ma è esattamente il mio stato d’animo in questo periodo di “feste”. Il mio Natale, è nei ricordi di quando ero bambina e c’eravamo tutti, nessuno mancava all’appello. Il mio Natale è quello di quando sentivo nel mio grembo mia figlia, il più bel regalo che avessi mai ricevuto in tutta la mia vita. Il mio Natale è ogni volta… tutte le volte che mi sorprendo a constatare che la semplicità, la sincerità dei cuori, esiste ancora… questo è il mio Natale, quello senza ipocrisie né sorrisi e auguri di circostanza, a me basta vedere la luce degli occhi che ti guardano a fondo e gli abbracci davvero sentiti, è questo il mio Natale, l’unico vero Natale in cui credo.

Nina

•15 dicembre 2019 • 6 commenti
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Dipinto di Max Gasparini

 

Nina è sempre stata una donna senza età. A lei non importava averne una.

“Il tempo…” diceva “… è solo ciò che ci separa da quello che conta veramente.

C’è una dimensione dove il tempo non è contemplato. Tutto esiste nella sua

Essenza più pura… solo una cosa può alimentare tutto questo: l’accoglienza

Dell’amore incondizionato”.

 

(Lorenza de Simone)

 

 

L’albero

•7 dicembre 2019 • 7 commenti

 

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La bellezza di un albero

non muore mai, nemmeno d’inverno.

    Si staglia attraverso i rami

protesi al cielo,

come ricami di parole sacre.

 

(Lorenza de Simone)

 

Nove anni…

•14 novembre 2019 • 4 commenti

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Sei come la bellezza di un tramonto.

La notte di nove anni fa, ci lasciasti

il tuo ultimo bellissimo sorriso,

che per me è l’immenso di quello

che ci hai donato.

Nel silenzio ti sento,

nel silenzio ti abbraccio.

 

(zia Lorenza)

 

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