Donne come poesia

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Ci sono donne che hanno occhi di terra e di acqua,
che attraversano le stagioni e il tempo
dipingendo il mondo con le loro intuizioni e percezioni.
Sono consapevoli, introspettive, mature,
generose e determinate.
Donne che attraversano il dolore
per giungere alla luce.
Sanno superare le giornate di vento e di pioggia,
di nebbia dell’anima,
hanno la forza di rinascere ogni volta
che la vita le delude.
Donne che vibrano di magia e di mistero,
che conoscono il principio e la fine delle cose,
che sanno riempire i vuoti
nelle anime che incontrano,
alimentare la nostra vita con alchemici incanti.
Perché l’Amore ce l’hanno nell’anima,
lo creano, lo respirano e lo donano.
 
– A. Degas –
 
 
 
 

Le donne che amano il mare

 

 

 

Perchè per me, Miki, tu sei così nel mare del mio sempre.

(zia Lorenza)

 

Le donne che amano il mare, se lo portano dentro, fa parte della loro essenza. Vivono di correnti e di alte maree, alternando tenere carezze alla forza della passione. Quando sono in burrasca diventano tempestose, imprevedibili, difficili da affrontare. Ci sorprendono per le improvvise tempeste emotive, ma quando la furia delle onde si placa, diventano dolci, silenziose e accoglienti. Sanno stupirci per le ricchezze che possiamo trovare nelle loro profondità. Perché le donne che amano il mare sono anime burrascose e accoglienti in cui vorremmo vivere per sempre.

(Agostino Degas)

Dovremmo imparare, come le generazioni del futuro, a guardare oltre il velo delle apparenze. Ascoltare l’anima.

Qualcosa Del Genere

 
Ho letto vecchi libri
le leggende, i miti,
Achille e il suo oro
Ercole e i suoi poteri
Spiderman e il suo controllo
e Batman con i suoi pugni
e, chiaramente, non mi vedo su questa lista.

Lei disse: “Dove vorresti andare?
Quanto vuoi rischiare?
 
Non sto cercando una persona
con poteri sovrumani,
qualche supereroe,
qualche fiaba gioiosa,
voglio qualcosa del genere:
qualcuno che possa baciare,

voglio qualcosa del genere..
doo-doo-doo, doo-doo-doo
Doo-doo-doo, doo-doo
doo-doo-doo, doo-doo-doo
oh, io voglio solo qualcosa come questo,
doo-doo-doo, doo-doo-doo
Doo-doo-doo, doo-doo
doo-doo-doo, doo-doo-doo

oh, io voglio solo qualcosa come questo,
voglio solo qualcosa come questo..”

Ho letto vecchi libri,
le leggende, i miti,
testamenti che hanno lasciato,
la luna e la sua eclissi,
e Superman che sfoggia
un costume prima di spiccare il volo,
ma io non sono il tipo di persona a cui starebbe bene.

Lei disse: “Dove vorresti andare?
Quanto vuoi rischiare?

Non sto cercando qualcuno
con poteri sovrumani,
qualche supereroe,
qualche fiaba gioiosa,
solo qualcuno a cui possa rivolgermi,
qualcuno che possa mancarmi,

voglio qualcosa del genere,
voglio qualcosa del genere,

oh, voglio qualcosa del genere…

Doo-doo-doo, doo-doo-doo
Doo-doo-doo, doo-doo
Doo-doo-doo, doo-doo-doo

Oh, io voglio solo qualcosa come questo…

Doo-doo-doo, doo-doo-doo
Doo-doo-doo, doo-doo
Doo-doo-doo, doo-doo-doo

Dove vorresti andare?
quanto vuoi rischiare?
Non sto cercando qualcuno
con poteri sovrumani,
qualche supereroe,
qualche fiaba gioiosa,
solo qualcuno a cui possa rivolgermi,
qualcuno che posso baciare
voglio qualcosa del genere…

Oh, io voglio solo qualcosa come questo
oh, io voglio solo qualcosa come questo
oh, io voglio solo qualcosa come questo
oh, io voglio solo qualcosa come questo…

In controluce

In controluce, come il giorno che nasce, come la primavera che si affaccia dopo l’inverno… Tu sei nata oggi, il 20 marzo, e ci sei ancora. Come potrei non sentirti…? Tu sei parte di me. Mi sembra di sentirti ridere e dire “… Ma zia… io non sono così delicata… ma apprezzo molto… ” Invece sì, per me la tua allegria, la tua positività, portavano pace nel cuore e questa, è delicatezza… Ora ti abbraccio forte, stretta, stretta… Ciao Miki… cuore del mio cuore!

zia Lorenza

Thank You – Jesus Army

Così tante volte,
Hai allungato la mano per me,
Ma ho voltato le spalle perche ho pensato
“ho tutto quello che mi serve”
Ma ora sei tutto,
Sei tutto per me.
E non posso stare senza di te Dio,
Tu sei tutto.
E voglio dirti grazie,

Ero persa e mi hai trovato,
Ero morta dentro,
appena un respiro su me,
e hai portato queste ossa a vivere.
Voglio dirti grazie, grazie per avermi salvato.
Grazie per amarmi incondizionatamente Dio.
Stavi a braccia aperte,
Ma sono scappata.
Avevo paura del dolore che è in me

Ma sono tornata indietro
corro velocemente nel tuo abbraccio,
Perché sapevo che eri ancora lì,
non mi avresti mai lasciata Dio.
E voglio dirti grazie,
Ero persa e mi hai trovato,
Ero morta dentro,
appena un respiro su me,
e hai portato queste ossa a vivere.

Voglio dirti grazie,
Grazie per avermi salvato.
Grazie per amarmi incondizionatamente Dio.

Io non ti merito Dio
Io non ti merito Dio
Ma continui ad amarmi in ogni caso.
Oh, non devi mai smettere di amarmi Dio.
E voglio dirti grazie,
Ero persa e mi hai trovato,
Ero morta dentro,
appena un respiro su me,

e hai portato queste ossa a vivere.
Voglio dirti grazie,
Grazie per avermi salvato.
Grazie per amarmi incondizionatamente Dio.

Oh grazie…

Le case di Kinsale – 3

Per un po’ il lavoro lo aiuto’, in piccola parte, a dimenticare l’immensa tragedia che lo aveva investito; vedere la sua donna consumarsi come una candela, non era pronto nonostante cercasse di farsi forza, soprattutto per aiutare Micol a vivere gli ultimi periodi nel miglior possibile. Mentre viaggiava per tornare a casa, sentiva un macigno in mezzo al petto. Aveva fra le mani un libro, leggeva senza capire, senza attenzione, distratto da molti pensieri… non era possibile per lui leggere, non in quello stato, richiuse il libro e automaticamente guardò fuori dal finestrino dell’aereo. I suoi pensieri erano come quelle nuvole di ovatta, ma più grigie. La mattina dopo aveva appuntamento col medico che aveva in cura Micol. – Prego, il dottor Cozich la sta aspettando. – La segretaria lo esortò ad entrare nello studio. – Buongiorno dottore – una stretta di mano ed arrivarono subito al punto, come voleva Raphael, si sedette senza dire nulla, il dottore cominciò a spiegare la delicata situazione di Micol e, senza dargli false speranze, gli disse che non avrebbe superato l’estate. Era preparato al peggio, ma quando non c’è nessun appello, nessun appiglio, nessuna speranza… niente di tutto questo, hai solo voglia di urlare tutto il tuo dolore, il disappunto, ti prende la voglia di scappare, anche se non sai bene dove, si pensa che è solo un brutto sogno, e Raphael lo pensava, lo sperava con tutto sé stesso. Ringraziò il dottore e quasi come un automa aprì la porta, salutò la segretaria e uscì da quello studio. Si ritrovò per strada camminando verso la sua auto. Entrò e come ipnotizzato si diresse a casa. Si era preso il pomeriggio libero. Aprì la porta di casa, buttò le chiavi sul tavolino e si sedette sul divano. Tutto gli sembrava diverso, ostile, come appannato da una nebbia grigia. Come era potuto succedere… non era giusto! Ancora due mesi, forse tre da vivere con lei. gli scoppiava la testa. Eppure a vederla… sembrava stesse bene, a parte un leggero dimagrimento. Decise che avrebbe proposto a Micol di passare un week end a Firenze, la città che lei amava per via dell’arte e della magia che lei diceva di percepire attraverso le sue vie, l’atmosfera. Lei, nonostante tutto, anche se a tratti si poteva percepire sul suo volto una profonda tristezza, parlava sempre con ottimismo, aveva voglia di lottare. Rispose al telefono – Ma è stupendo! Per il prossimo week end?… Sì, va bene… Raphael… tesoro… grazie! – Partirono il venerdì mattina. Durante il viaggio in aereo lei stette quasi sempre con la testa appoggiata alla spalla di Raphael, quasi a voler fermare quegli attimi per assaporare meglio il tempo che avrebbero trascorso insieme in quella meravigliosa città. Atterrati a Firenze, presero direttamente un taxi che li portò al centro storico. Pranzarono in una di quelle trattorie caratteristiche. terminato di pranzare, fecero a piedi il tratto di strada per andare in albergo visto che non distava molto. Micol guardava quasi distratta le vetrine, in realtà, era stanca e il suo pallore si fece più accentuato. Salirono in camera e riposarono. Per la cena chiesero il servizio in camera, successivamente guardarono insieme dalla finestra la gente che passeggiava o che frettolosamente tornava a casa. Sullo sfondo le strade, i vicoli, i palazzi densi di storia, poi lei si sdraiò sul letto e mentre parlavano per piccoli secondi si appisolava, Raphael fece silenzio poi con la coperta la coprì delicatamente e lei si addormentò. La guardò mentre lentamente scivolava nel sonno profondo, voleva guardarla mentre dormiva, la guardava come si osserva un’opera d’arte, assolutamente estasiato e ammirato per quella sua bellezza particolare e per quello che lei aveva sempre rappresentato per lui. Si era imposto di non pensare a nulla, voleva solo immagazzinare la sua immagine come fosse eterna, ferma in quell’attimo, il suo viso dolce e sereno, voleva stamparla nitida nella mente come uno dei suoi scatti migliori. La mattina seguente, si ritrovò ancora abbracciato a lei, per diversi minuti la guardò intensamente e nello stesso tempo cominciò a pensare che con Micol avrebbero improvvisato le varie tappe per visitare Firenze. Come sarebbe stato struggente per lui pensare a quei giorni, ma non ci voleva pensare, ora contava Micol, più di ogni altra cosa al mondo.

 

(Lorenza de Simone)

– Continua –

 

Buona Pasqua Dina, a voi tutti!

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Ciao Dina,

non so se stai lavorando in questo momento. Volevo inviarti una foto significativa e simpatica, per tutti voi che avete, e state dando tutto per la vita, che è sacra. Molti di voi si sono letteralmente sacrificati, donando la propria. Tutto questo… è il vero messaggio che Gesù Cristo, risorto oggi + ci ha lasciato 2000 anni fa, affinchè noi mettessimo in pratica con le preghiere, ma soprattutto con le azioni, cosa che tu, Anima carissima, hai sempre fatto… sono sicura, da quando hai vita. Grazie per la tua limpidezza, fede, luce del cuore, amore incondizionato per tutti quelli che hanno avuto la fortuna d’incontrarti personalmente, o idealmente (non mi piace dire virtualmente) le tue parole mi hanno aiutata in molte occasioni, come acqua di sorgente. Tutto questo, e anche di più meriti e, Gesù Cristo nostro Signore, lo sa bene, perchè tutto vede nel segreto, tutto annota nel libro della vita, sa quante lacrime hai, non versato, ma donato… per chi soffre sia fisicamente, che spiritualmente, Grazie ancora per quello che hai dato, che dai, e mai ti stancherai di dare. Ti ammiro da che ti ho conosciuta, sei da esempio per tutti noi.
Qui non riesco ad inviarti l’immagine, la metterò nel mio blog, insieme a questo commento, perchè tutti sappiano come dev’essere un cristiano vero, con la fede in Gesù Cristo, anche quelli che non sono cristiani, perchè il Suo messaggio è per tutti, nessuno escluso.
Il mio augurio di una Buona S. Pasqua, che mai come quest’anno è davvero sentita per me e, immagino per molte altre persone che della profondità, dell’umiltà ed essenzialità, ne fanno la loro bandiera. Auguri di ❤ fiore di luce!

p.s. La foto mi è stata inviata da mio nipote, che ha un’amica infermiera che lavora in Lombardia, la creatività della sua amica è in questa foto.

Solo una mano d’Angelo – Alda Merini

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Solo una mano d’angelo
intatta di sè, del suo amore per sè,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell’uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell’oggi e dell’ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell’uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d’eterno e d’immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell’uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.

 

(Dipinto di Kinuko Y. Craft)