Thank You – Jesus Army

Così tante volte,
Hai allungato la mano per me,
Ma ho voltato le spalle perche ho pensato
“ho tutto quello che mi serve”
Ma ora sei tutto,
Sei tutto per me.
E non posso stare senza di te Dio,
Tu sei tutto.
E voglio dirti grazie,

Ero persa e mi hai trovato,
Ero morta dentro,
appena un respiro su me,
e hai portato queste ossa a vivere.
Voglio dirti grazie, grazie per avermi salvato.
Grazie per amarmi incondizionatamente Dio.
Stavi a braccia aperte,
Ma sono scappata.
Avevo paura del dolore che è in me

Ma sono tornata indietro
corro velocemente nel tuo abbraccio,
Perché sapevo che eri ancora lì,
non mi avresti mai lasciata Dio.
E voglio dirti grazie,
Ero persa e mi hai trovato,
Ero morta dentro,
appena un respiro su me,
e hai portato queste ossa a vivere.

Voglio dirti grazie,
Grazie per avermi salvato.
Grazie per amarmi incondizionatamente Dio.

Io non ti merito Dio
Io non ti merito Dio
Ma continui ad amarmi in ogni caso.
Oh, non devi mai smettere di amarmi Dio.
E voglio dirti grazie,
Ero persa e mi hai trovato,
Ero morta dentro,
appena un respiro su me,

e hai portato queste ossa a vivere.
Voglio dirti grazie,
Grazie per avermi salvato.
Grazie per amarmi incondizionatamente Dio.

Oh grazie…

Cattedrale

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Annika vedeva la foresta come un’immensa cattedrale, guardava in tutte le direzioni ed era ammirata. Spesso le piaceva uscire quando la pioggia era imminente, solo così i pensieri affioravano più facilmente, anche quelli più nascosti, più dolorosi.

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In quel luogo tutto si ridimensionava, tutto assumeva la giusta importanza. In quei momenti tollerava solo il suono della natura e la luce della natura, i colori tenui, il tramonto all’imbrunire.

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Solo in quella stupefacente semplicità era disposta a sentire fino in fondo il dolore delle ferite e, alle prime gocce di acqua, lasciava alla pioggia il compito di purificarle e rimarginarle così che la forza assopita in lei riprendesse nuovo vigore.

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Il resto dell’acqua, non andava mai persa… preziosa acqua, “… l’acqua è vita, lo è sempre stata, anche noi siamo stati acqua. E’ da lì che proviene tutto. No, non posso rinnegarti, ma benedirti.”

 

(Lorenza de Simone)

Oro

 

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L. de Simone – Nostalgia – Pittura su vetro, 2002

 

 

Ogni goccia di dolore, ogni piccola gioia, ogni amara delusione, ogni sguardo al cielo con il cuore gonfio di nostalgia, lo stupore per la bellezza degli alberi, del mare ed il suo antico canto. Le volte che hai lottato per non cadere nell’abisso ed ogni volta che ne sei venuta risucchiata, ogni volta che passo dopo passo sei tornata all’esistenza. Sono circostanze che forgiano l’anima e tu, proprio per questo, troverai sempre qualcosa per cui lottare: te stessa. Sei una persona preziosa e il buio non annerirà mai la luce del tuo oro.

 

(Lorenza de Simone)

La Vita che è Sacra

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Nessuno è un perdente se riconoscerà i propri errori

e ne farà esperienza per il futuro.

Nessuno è fragile se affronterà i fantasmi

del suo dolore fendendone il buio

con la propria luce.

Nessuno è ipocrita se non tradirà sè stesso

pur di essere apprezzato, lodato o discolpato.

Nessuno è mai solo se avrà il coraggio di rimanere

con onestà nell’oceano

della sua interiorità.

Nessuno è opportunista o cinico se penserà

che il bene di chi soffre più di lui

ha la priorità sul peso che preme sul suo cuore.

E sarà proprio il suo cuore ad abbracciare

quell’anima persa nei meandri dell’esistenza

che non si sentirà più abbandonata

ma immersa nella bellezza dei veri valori

e della vita che è sacra.

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<-(| cacciatricedisogni

365 Volte 8 Marzo

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Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…
*** Alda Merini ***

Ho Conosciuto il Dolore

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Ho conosciuto il dolore
(di persona, s’intende)
e lui mi ha conosciuto:
siamo amici da sempre,
io non l’ho mai perduto;
lui tanto meno,
che anzi si sente come finito
se, per un giorno solo,
non mi vede o mi sente.
Ho conosciuto il dolore
e mi è sembrato ridicolo,
quando gli do di gomito,
quando gli dico in faccia:
“Ma a chi vuoi far paura?”
Ho conosciuto il dolore:
era il figlio malato,
la ragazza perduta all’orizzonte,
il sogno svanito,
la miseria dopo l’avventura;
era il brigante all’angolo
che mi chiedeva la vita;
era il presuntuoso tumore che mi porto dentro
da una cellula impazzita;
era Dio, che non c’era
e giurava, ah se giurava, di esserci;
la sconfitta patita,
l’indifferenza del mondo alla fame,
alla povertà, alla fatica;
l’ho conosciuto
e l’ho preso a colpi di canzoni e parole
da farlo tremare,
da farlo impallidire,
da farlo tornare all’angolo,
pieno di botte,
che nemmeno il suo secondo
sapeva più come farlo di nuovo salire sul ring,
continuare a boxare.
E, un giorno, l’ho fermato in un bar,
che neanche lo conosceva la gente;
l’ho fermato per dirgli:
“Con me non puoi niente!”
Ho conosciuto il dolore
ed ho avuto pietà di lui,
della sua solitudine,
di questo cavolo di suo mestiere;
l’ho guardato negli occhi,
che sono voragini e strappi
di sogni infranti:
“Ti vuoi fermare un momento?”, gli ho chiesto,
“Ti vuoi sedere?
Vieni con me,
andiamo insieme a bere.
Hai fatto di tutto
per disarmarmi la vita
e non sai, non puoi sapere
che mi passi come un’ombra sottile sfiorente,
appena-appena toccante,
e non hai vie d’uscita
perché, nel cuore appreso,
in questo attendere
anche in un solo attimo,
l’emozione di amici che partono,
figli che nascono,
sogni che corrono nel mio presente,
io sono vivo
e tu, mio dolore,
non conti un cazzo di niente”.

*Roberto Vecchioni*

 

 

Alla Fine Dei Sogni

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Qui, Miki, rivivi in queste pagine. Romanzo scritto e voluto fortemente

da Stefania, l’unica, vera Amica, che Tu abbia mai avuto e continui

ad avere. Parla della vostra Amicizia, Amicizia come poche.

Lo stile di Stefania riflette ciò che avete vissuto e condiviso

fin dalla più tenera età.

L’ho letto tutto d’un fiato, bellissimo, a tratti doloroso ma anche

molto autoironico, con un finale davvero a sorpresa.

* Grazie Stefania, grazie dal profondo dell’Anima. *

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Questi i link dei due principali store:
Per chi utilizza il KINDLE: http://www.amazon.it/Alla-fine-dei-sogni-LaBianca-ebook/dp/B00FFR0BNO
Per chi utilizza il KOBO: http://www.ibs.it/ebook/Trapani-Stefania/Alla-fine-dei/9788863075892.html

E aspetti…

Io non so perchè, a volte, vorresti non essere qui.

Vorresti che i pensieri, quelli sterili come sabbia

e lava, ti attraversassero e facessero il loro corso,

che lo facciano al più presto senza lasciare traccia.

Spalanchi l’Anima e aspetti… aspetti che tutto passi

e vorresti nel frattempo anestetizzare i sensi

ma l’unica cosa che ti riesce di fare è sentire

ancora una volta la Vita che reclama il suo

diritto di essere vissuta.

E allora guardi quel cielo che ogni sera

si tinge di rosa e arancio e pensi ai giorni che

hanno lasciato dolore, a quelli che hanno

lasciato allegria, al giorno che sta finendo

e al nuovo giorno che arriverà, domani.

(cacciatricedisogni)