Le parole del silenzio

 

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Il silenzio è tutte le parole che emana l’anima, il sentimento, le parole che si pronunciano con lo sguardo intinto di pregiati pensieri che solo l’eternità del tempo sa incastonare nella quiete del cuore, come perle di luce.

 

(Lorenza de Simone)

 

 

 

 

 

E Negli Occhi Tuoi Si Culla Il Cielo

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Mentre postavo nel mio blog le parole dell’ultimo singolo di Francesco Renga, bellissime, che voglio dedicare a Te Miki,
la radio trasmise in contemporanea la canzone di Eros ” Se
bastasse una canzone” Solo le persone che Ti amano davvero
sanno il significato di questa sincronicità, E’ semplicemente
che Tu sei con noi, specie in questi momenti particolarmente
significativi. Eh no… le coincidenze non esistono. Tempo fa, una
persona disse: “Le coincidenze le crea Dio quando vuole rimanere
anonimo” la persona in questione era Einstein. A Te mia Stella
dedico queste due canzoni e questa immagine che forse esprime
ciò che è stata e che è la Tua bella Anima.
Ti abbraccio col cuore,
zia Lorenza.

*** Migliore***

 

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E negli occhi tuoi si culla il cielo quando sogna,
nei pensieri sei il momento in cui tutto torna
e così se sei con me diventa vita
quella che senza di te è una giornata…

E tu sei migliore di quello che vivo, di queste parole
chiara come un’alba che nasce ai confini di un mondo migliore

Fiore nella giungla
Acqua nel deserto
Sono fortunato io che ti accarezzo
tu diadema d’oro vista da vicino
la pietra miliare lungo il mio cammino
sale della vita ombra sotto a un gelso
faro nella notte ed io nel mare aperto
sangue mio che scorri dentro queste vene parte emozionale di ogni sensazione

Tu sei migliore di quello che vivo, di queste parole
chiara come un’alba che nasce ai confini di un mondo migliore
tu sei…

E negli occhi tuoi scintilla la luce delle stelle
nei pensieri il punto in cui tutto splende

è così se sei con me diventa vita
quella che senza di te è una giornata…

E tu sei migliore di quello che vivo di queste parole
chiara come un’alba che nasce ai confini di un mondo migliore
tu sei…

E negli occhi tuoi si culla il cielo quando sogna.

(Francesco Renga, Migliore)

Ho Conosciuto il Dolore

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Ho conosciuto il dolore
(di persona, s’intende)
e lui mi ha conosciuto:
siamo amici da sempre,
io non l’ho mai perduto;
lui tanto meno,
che anzi si sente come finito
se, per un giorno solo,
non mi vede o mi sente.
Ho conosciuto il dolore
e mi è sembrato ridicolo,
quando gli do di gomito,
quando gli dico in faccia:
“Ma a chi vuoi far paura?”
Ho conosciuto il dolore:
era il figlio malato,
la ragazza perduta all’orizzonte,
il sogno svanito,
la miseria dopo l’avventura;
era il brigante all’angolo
che mi chiedeva la vita;
era il presuntuoso tumore che mi porto dentro
da una cellula impazzita;
era Dio, che non c’era
e giurava, ah se giurava, di esserci;
la sconfitta patita,
l’indifferenza del mondo alla fame,
alla povertà, alla fatica;
l’ho conosciuto
e l’ho preso a colpi di canzoni e parole
da farlo tremare,
da farlo impallidire,
da farlo tornare all’angolo,
pieno di botte,
che nemmeno il suo secondo
sapeva più come farlo di nuovo salire sul ring,
continuare a boxare.
E, un giorno, l’ho fermato in un bar,
che neanche lo conosceva la gente;
l’ho fermato per dirgli:
“Con me non puoi niente!”
Ho conosciuto il dolore
ed ho avuto pietà di lui,
della sua solitudine,
di questo cavolo di suo mestiere;
l’ho guardato negli occhi,
che sono voragini e strappi
di sogni infranti:
“Ti vuoi fermare un momento?”, gli ho chiesto,
“Ti vuoi sedere?
Vieni con me,
andiamo insieme a bere.
Hai fatto di tutto
per disarmarmi la vita
e non sai, non puoi sapere
che mi passi come un’ombra sottile sfiorente,
appena-appena toccante,
e non hai vie d’uscita
perché, nel cuore appreso,
in questo attendere
anche in un solo attimo,
l’emozione di amici che partono,
figli che nascono,
sogni che corrono nel mio presente,
io sono vivo
e tu, mio dolore,
non conti un cazzo di niente”.

*Roberto Vecchioni*

 

 

Assente Mai, Solo Invisibile…

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Cambia il cielo, cambia la musica
dell’anima, ma tu resti qui con me
Tra lo stomaco e i pensieri più invisibili
E da li non te ne andrai

La vita cambia idea
Cambia le intenzioni e mai nessuno sa
Come fa

Quando una stella muore
Che brucia ma non vuole
Un bacio se ne va
L’universo se ne accorgerà
Quando una stella muore
Fa male, fa male

Troppe notti sotto agli occhi porto livide
Ho imparato a modo mio
A leccarmi le ferite più invisibili
Perché è così che si fa

Ma la vita cambia idea
Cambia le intenzioni e mai nessuno sa
Come fa

Quando una stella muore
Che brucia ma non vuole
Un bacio se ne va
L’universo se ne accorgerà
Quando una stella muore
Fa male,

A metà tra il destino e casa mia
arriverà la certezza che non è
mai stata colpa mia
Non è stata colpa mia

Un bacio se ne va
E l’universo se ne accorgerà
Quando una stella muore
Fa male

Qualcosa mi ha guidato su questo nuovo singolo di Giorgia.

Inizialmente la mia scelta, riguardo una canzone da

dedicarti, era un’altra. Il pc sembrava si fosse bloccato

sulla barra di scorrimento, si sbloccò all’altezza di questo

video. Incuriosita la ascoltai. Rapita dalla voce, dalla melodia ma

soprattutto dalle parole di questa canzone, non avevo

più dubbi, tanto più che Giorgia mi ricorda Te nei lineamenti

e, questo singolo, è uscito quasi in concomitanza

con la data  della Tua scomparsa fisica, qui, su

questa terra, ma Tu sei presente più che mai, sai che vivi

nel mio cuore, Ti amo splendida donna divenuta Stella,

ma che non morirà,anzi.

(zia Lorenza)

Nel Vero Presente

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Fino a qualche anno fa pensava che l’unica vera compagna

della sua vita fosse la sua solitudine.

Aveva provato a tradirla con la materialità della vita,

delle persone conosciute nel corso degli anni. Amici,

compagne, amanti, ma ogni volta, era come una strada

sconosciuta, dove per quanto tu faccia e aguzzi la vista,

non esiste un’indicazione, nessun cartello che ti dica

dove tu sia. Si perdeva ogni volta, ed ogni volta

non voleva ammettere, nemmeno a sè stesso,

la delusione. Così, l’andirivieni di situazioni,

scoperte gradite e non, stupori e amarezze

lo cristallizzarono in un presente fatto di passato,

di ricordi da cui era difficile districarsi.

Nelle sere d’autunno, spesso, aveva l’abitudine di

camminare in città, in quei vicoli dove, ormai, il giorno

aveva lasciato posto alla notte e al suo alone di

antichi misteri, giù per i borghi, che si vestivano

di umidità pre-invernale. In quei luoghi, una sera,

incontrò il nuovo sè stesso, capace di ributtarsi

nel vero presente, senza rimpianti per il passato,

per ciò che nel bene e nel male non sarebbe più

potuto tornare indietro.

Quella sera camminò senza fretta verso casa, certo che

da quel momento, qualcosa d’importante

sarebbe successo nella sua vita.

Un’inspiegabile leggerezza dell’animo lo pervase,

arrivò davanti alla porta di casa, ma prima di aprirla,

si voltò verso la strada, scrutò la via, le case di fronte.

Stette ancora un attimo ad assaporare

quel momento così unico e profondo pensando

che il domani avrebbe avuto un nuovo inizio

e nuove parole da scrivere nelle pagine della sua vita.

*Lorenza de Simone*

Gli Effetti Della Crisi – Quando Di Tasse Si Muore

DAL BLOG DI:  Pensare Liberi News

Una mattina stavo andando a lavorare e un’amica mi ha chiesto: ” Dove vai?” – ” Vado a scuola” – ” Tu, nelle tue condizioni, non ti assenti?” – ” Non ho scelta: ci sono giorni che non mi sento, ho la testa che mi gira. Spesso ho forte emicranie e convivo con dolori cronici. La chemioterapia mi ha indebolito le ossa e va così”. La mia amica aggiunse: “Tu stai pagando gli eccessi del passato. I falsi invalidi hanno rovinato i veri.”

Io affermo e urlo che non sono tutelata in niente. E la politica continua a seminare corruzione da Nord a Sud.

I nostri governanti esercitano il potere assoluto come il re Sole, Luigi XIV, un potere che ha reso poveri noi cittadini. La crisi economica non è stata superata e nessuno ha ancora capito se e quando passerà. La speculazione finanziaria può colpirci a tradimento.

Occorre migliorare i conti pubblici e noi non abbiamo i conti in ordine. Il nostro potere di acquisto è calato e la disoccupazione è aumentata. Le elezioni in Francia hanno favorito François Hollande e speriamo che sarà eletto presidente, al secondo turno (e così è stato n.d.r.). In questo modo si frenerà forse l’entusiasmo della Merkel, il cancelliere tedesco, che con Sarkò pare essere in sintonia.

Noi, in Italia, abbiamo una tempesta che ci soffoca, è l’effetto di un sistema economico che si regge sulla burocrazia. Di tasse si può morire e parecchi si sono uccisi per questo e moltissimi altri lo faranno ancora.

Di tasse muore il nostro Paese. E Pier Paolo Pasolini scriveva: “Ora degli italiani piccolo borghesi si sentono tranquilli davanti a ogni forma di scandalo, se questo scandalo ha dietro una qualsiasi forma di opinione o di potere”.

Enzo Paci affermava che “la riflessione ricrea e fa ricercare il senso della vita”.

In sintesi, Seneca si chiedeva:” Dovrei aspettare la crudeltà di una malattia o di un uomo, quando posso sottrarmi ai tormenti?”.

Cosa significa? Voglio far comprendere che non dobbiamo abituarci a considerare gli scandali come “una cosa tipica del nostro Paese”; che siamo maturi per pensare in modo critico e libero.

Voglio, io voglio che succeda.

Un’altra primavera

La primavera si affaccia
e spazza il mio inverno.
E’ la quarta primavera
della mia nuova vita.
E rinasco,
sono felice
perchè ascolto,
esprimo
l’immensità
di ogni attimo,
di ogni ora.
E’ la primavera
dopo la lugubre malattia…
 

Rosa Mannetta

About Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up da tre anni. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perchè le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto tra i parenti. Io in prima linea affermo che vivo nell’indifferenza dei miei famiiliari, dei parenti, cognati, cugini…. è come se non esistessi!!! E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi a 8 cicli di chemioterapia e a 40 sedute di radioterapia…. Chissa’…..

(DIVULGATE SE POTETE, Lori.)

Lo Specchio Della Notte

Non risponderò all’immagine riflessa

di questo specchio antico e opaco.

Non sono io quella,

e nemmeno la mia Anima.

Me ne andrò da qui,

è buio,

ma ho perso l’ultimo seme di Luce

che il Signore del Tempo

mi aveva regalato.

Era l’ultimo, l’avevo

conservato nell’angolo

più riparato del mio cuore

ma le scosse della vita

ne hanno aperto un varco, così,

una folata di vento

lo ha scovato e portato via con sè.

Mi sento smarrita e questo sentiero,

nella notte, mi sembra ancora

più oscuro.

Solo le stelle potrebbero

aiutarmi ora, ma spesso,

ho fatto finta di non vederle

e chissà se loro ora

vedranno me.

Seguirò quel cielo di seta nera

traforato da punti d’immenso

e sedendomi in silenzio

ascolterò il respiro dell’Universo,

dove tutto ruota

e tutto torna,

soprattutto la Luce.

l.d.

L’Orizzonte Dei Ricordi

… Amava passeggiare in riva al mare, in qualunque luogo lo facesse,

ma lì il mare era diverso, aveva qualcosa in più, come una memoria

antica che riaffiorava dal suo canto impetuoso. Quell’infrangersi

di onde sugli scogli come parole di ricordi lontani che,

prepotentemente, sottilmente, arrivavano alla sua mente

e Rafael, arreso, non poteva che sottostare a quel dolce-amaro

gioco di quel mare cobalto. Fissò l’orizzonte e lentamente

i ricordi presero corpo…

l.d.