L’Autunno di Mirtillo

Non è vero che le foglie autunnali sono spente e morenti. Io le ho viste danzare vicino al lago, le ho viste volteggiare con grazia e coraggio sfidando il vento mostrando i loro caldi colori che avvolgono il cuore e incantano lo sguardo. Da buon gatto avrei voluto giocarci un po’ ma la loro danza era così bella e unica che non poteva essere rovinata… che belle le foglie autunnali!

(Lorenza de Simone)

In piedi sulle rovine

Si lascino pure gli uomini del tempo nostro parlare, con maggiore o minore sufficienza e improntitudine, di anacronismo e di anti-storia. Li si lascino alle loro “verità” e ad un’unica cosa si badi: a tenersi in piedi in un mondo di rovine. […] Rendere ben visibili i valori della verità, della realtà e della Tradizione a chi, oggi, non vuole il “questo” e cerca confusamente “l’altro” significa dare sostegni a che non in tutti la grande tentazione prevalga, là dove la materia sembra essere ormai più forte dello spirito.


Evola

Bellissima riflessione della psicologa Francesca Morelli

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Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte e condivido con voi alcune riflessioni.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare…
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati né domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop.
Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.
Sappiamo ancora cosa farcene?

In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.

In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?

In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunità, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.

Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo.

 

Francesca Morelli Psicologa – Psicoterapeuta – Terapeuta EMDR 

Di Natale e di ricordi

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Credo che il Natale sia il punto debole dell’umanità, il periodo più felice e malinconico dell’anno, il momento in cui il passato entra prepotente nella vita e si accomoda tra te e l’albero di Natale e in quel mare di lucette intermittenti si diverte ad accendere e spegnere mancanze e ricordi, vuoti e assenze. Non importa quanto tu sia diventato forte e indifferente, lui riesce sempre a trovare il punto debole nella corazza che ti sei costruito e lì… colpisce, riaprendo antiche ferite che ogni anno ricominciano a bruciare.

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Non so chi abbia scritto queste parole, ma è esattamente il mio stato d’animo in questo periodo di “feste”. Il mio Natale, è nei ricordi di quando ero bambina e c’eravamo tutti, nessuno mancava all’appello. Il mio Natale è quello di quando sentivo nel mio grembo mia figlia, il più bel regalo che avessi mai ricevuto in tutta la mia vita. Il mio Natale è ogni volta… tutte le volte che mi sorprendo a constatare che la semplicità, la sincerità dei cuori, esiste ancora… questo è il mio Natale, quello senza ipocrisie né sorrisi e auguri di circostanza, a me basta vedere la luce degli occhi che ti guardano a fondo e gli abbracci davvero sentiti, è questo il mio Natale, l’unico vero Natale in cui credo.

Rifugio

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“Madre della Natura parla con la sua famiglia.

Persona di pietra,
fiore selvatico e lupo sono
i suoi amici.

Tessendo i ritmi delle stagioni Ella cavalca i
venti del mutamento,
aprendo con gioia il suo
cuore,
rifugio contro fame e dolore.

Custode dei bisogni della terra,
di relazioni
grandi e piccole,
Madre,
io ti vedo nella goccia
di rugiada,
ti ascolto nel grido dell’aquila.”

(Jamie Sams-Cherokee-Seneca)

Dedicata a tutte le donne-Grazie Giuliana @>->—

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Grazie Giuliana, a nome di tutte.

Giuliana Campisi

Se sei una donna forte
proteggiti dalle bestie che vorranno nutrirsi del tuo cuore.
Usano tutti i travestimenti del carnevale della terra:
si vestono da sensi di colpa, da opportunità,
da prezzi che si devono pagare.
Non per illuminarsi con il tuo fuoco
ma per spegnere la passione
l’erudizione delle tue fantasie
Non perdere l’empatia, ma temi ciò che ti porta a negarti la parola,
a nascondere chi sei,
ciò che ti obbliga a essere remissiva
e ti promette un regno terrestre in cambio
di un sorriso compiacente.
Se sei una donna forte
preparati alla battaglia:
imparare a stare sola
a dormire nella più assoluta oscurità senza paura
che nessuno ti tiri una fune quando ruggisce la tormenta
a nuotare contro corrente.
Educati all’occupazione della riflessione e dell’intelletto.
Leggi, fai l’amore con te stessa, costruisci il tuo castello, circondalo di fossi profondi però fagli ampie porte e finestre.
E’ necessario…

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Impressioni di settembre – P.F.M.

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Quante gocce di rugiada intorno a me,
cerco il sole ma non c’è…
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l’odore della terra odor di grano,
sale adagio verso me.
e la vita nel mio petto batte piano,
respira la nebbia, penso a te.

Quanto verde tutto intorno e ancor più in là,
sembra quasi un mare l’erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda…
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me:
faccio un passo, lui mi vede, è già
fuggito…
Respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so
sono un uomo, sono un uomo in cerca di se stesso
no, cosa sono adesso non lo so
sono solo, solo il suono del mio passo…
Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:
il giorno come sempre sarà. Aria tersa d’un settembre che pare senza fine
aria già fredda
acqua già fredda…
intorno irripetibili colori e silenzi
e foglie cadute e cadute
e nubi bigie a rimpiattino
e il mio rabbrividire…
la giacca stretta al petto…
un sapore di uva…
e dita attaccaticce…
e il giorno
come vai bello
come sempre possente:
Come sempre…