Neve

•9 gennaio 2021 • 6 commenti

 

Dovremmo imparare dalla neve a entrare nella vita degli altri con quella grazia e quella capacità di stendere un velo di bellezza sulle cose.

(d. C. M.)

 

QUANTA RABBIA! — Manuel Chiacchiararelli

•8 gennaio 2021 • 3 commenti

QUANTA RABBIA! Inutile spiegarvi come mi senta quando leggo queste notizie, o quando vedo video, tra l’altro super-popolari, di gente che insegue orsi, cervi, caprioli, cinghiali eccetera… ALLORA: A parte che non andrebbe mai fatto, ma adesso che c’è tanta neve va ASSOLUTAMENTE EVITATO sia di stressare qualsiasi animale, che di fargli spendere energie inutilmente […]

QUANTA RABBIA! — Manuel Chiacchiararelli

In ogni momento

•18 dicembre 2020 • 4 commenti

„Figlia mia, dice l’uomo con un tono di voce in cui è racchiuso tutto l’amore di cui è capace, figlia mia, cerca sempre di guardare con tutti e due gli occhi, ascolta sempre con tutte e due le orecchie. Questo è un grande mondo e ci sono molte, molte cose che potrebbero sfuggirti se non vi presti attenzione. In ogni momento succedono cose meravigliose proprio davanti a noi, ma i nostri occhi assomigliano al sole quando è velato dalle nuvole, e allora le nostre vite diventano scialbe e desolate, perchè non riusciamo a vedere la realtà per quello che è davvero. Se nessuno parla mai di cose meravigliose, come possono avvenire cose meravigliose?“

—  Jon McGregor, Se nessuno parla di cose straordinarie

Le case di Kinsale – 3

•17 dicembre 2020 • 2 commenti

Per un po’ il lavoro lo aiuto’, in piccola parte, a dimenticare l’immensa tragedia che lo aveva investito; vedere la sua donna consumarsi come una candela, non era pronto nonostante cercasse di farsi forza, soprattutto per aiutare Micol a vivere gli ultimi periodi nel miglior possibile. Mentre viaggiava per tornare a casa, sentiva un macigno in mezzo al petto. Aveva fra le mani un libro, leggeva senza capire, senza attenzione, distratto da molti pensieri… non era possibile per lui leggere, non in quello stato, richiuse il libro e automaticamente guardò fuori dal finestrino dell’aereo. I suoi pensieri erano come quelle nuvole di ovatta, ma più grigie. La mattina dopo aveva appuntamento col medico che aveva in cura Micol. – Prego, il dottor Cozich la sta aspettando. – La segretaria lo esortò ad entrare nello studio. – Buongiorno dottore – una stretta di mano ed arrivarono subito al punto, come voleva Raphael, si sedette senza dire nulla, il dottore cominciò a spiegare la delicata situazione di Micol e, senza dargli false speranze, gli disse che non avrebbe superato l’estate. Era preparato al peggio, ma quando non c’è nessun appello, nessun appiglio, nessuna speranza… niente di tutto questo, hai solo voglia di urlare tutto il tuo dolore, il disappunto, ti prende la voglia di scappare, anche se non sai bene dove, si pensa che è solo un brutto sogno, e Raphael lo pensava, lo sperava con tutto sé stesso. Ringraziò il dottore e quasi come un automa aprì la porta, salutò la segretaria e uscì da quello studio. Si ritrovò per strada camminando verso la sua auto. Entrò e come ipnotizzato si diresse a casa. Si era preso il pomeriggio libero. Aprì la porta di casa, buttò le chiavi sul tavolino e si sedette sul divano. Tutto gli sembrava diverso, ostile, come appannato da una nebbia grigia. Come era potuto succedere… non era giusto! Ancora due mesi, forse tre da vivere con lei. gli scoppiava la testa. Eppure a vederla… sembrava stesse bene, a parte un leggero dimagrimento. Decise che avrebbe proposto a Micol di passare un week end a Firenze, la città che lei amava per via dell’arte e della magia che lei diceva di percepire attraverso le sue vie, l’atmosfera. Lei, nonostante tutto, anche se a tratti si poteva percepire sul suo volto una profonda tristezza, parlava sempre con ottimismo, aveva voglia di lottare. Rispose al telefono – Ma è stupendo! Per il prossimo week end?… Sì, va bene… Raphael… tesoro… grazie! – Partirono il venerdì mattina. Durante il viaggio in aereo lei stette quasi sempre con la testa appoggiata alla spalla di Raphael, quasi a voler fermare quegli attimi per assaporare meglio il tempo che avrebbero trascorso insieme in quella meravigliosa città. Atterrati a Firenze, presero direttamente un taxi che li portò al centro storico. Pranzarono in una di quelle trattorie caratteristiche. terminato di pranzare, fecero a piedi il tratto di strada per andare in albergo visto che non distava molto. Micol guardava quasi distratta le vetrine, in realtà, era stanca e il suo pallore si fece più accentuato. Salirono in camera e riposarono. Per la cena chiesero il servizio in camera, successivamente guardarono insieme dalla finestra la gente che passeggiava o che frettolosamente tornava a casa. Sullo sfondo le strade, i vicoli, i palazzi densi di storia, poi lei si sdraiò sul letto e mentre parlavano per piccoli secondi si appisolava, Raphael fece silenzio poi con la coperta la coprì delicatamente e lei si addormentò. La guardò mentre lentamente scivolava nel sonno profondo, voleva guardarla mentre dormiva, la guardava come si osserva un’opera d’arte, assolutamente estasiato e ammirato per quella sua bellezza particolare e per quello che lei aveva sempre rappresentato per lui. Si era imposto di non pensare a nulla, voleva solo immagazzinare la sua immagine come fosse eterna, ferma in quell’attimo, il suo viso dolce e sereno, voleva stamparla nitida nella mente come uno dei suoi scatti migliori. La mattina seguente, si ritrovò ancora abbracciato a lei, per diversi minuti la guardò intensamente e nello stesso tempo cominciò a pensare che con Micol avrebbero improvvisato le varie tappe per visitare Firenze. Come sarebbe stato struggente per lui pensare a quei giorni, ma non ci voleva pensare, ora contava Micol, più di ogni altra cosa al mondo.

 

(Lorenza de Simone)

– Continua –

 

Sussurri d’Autunno

•27 novembre 2020 • 8 commenti

L’autunno per molti è solo il tramonto dell’estate, tuttavia chi lo ama davvero sa apprezzare i suoi colori e le più raffinate sfumature. Non ha molti fiori ma ricchi frutti da offrire. Dolce… di malinconica bellezza… è un sussurro velato di parole gentili, di ricordi che accarezzano il cuore.

 

(Lorenza de Simone)

L’ombra della Donna Selvaggia

•5 settembre 2020 • 15 commenti

„Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l’ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dentro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.“ — Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi.

Ogni tanto…

•21 agosto 2020 • 4 commenti

4b77a6cefb92f518ea48d17da2b5a5f9

Ogni tanto le persone vanno scosse, perchè può capitare che la parte migliore si depositi sul fondo.

 

 

 

 

 

 

 

Sia – Angel by the Wings (Interstellar)

•16 aprile 2020 • 12 commenti

Buona Pasqua Dina, a voi tutti!

•12 aprile 2020 • 5 commenti

f47e8c85-6173-4c73-83d4-708d4d25a5ee

 

Ciao Dina,

non so se stai lavorando in questo momento. Volevo inviarti una foto significativa e simpatica, per tutti voi che avete, e state dando tutto per la vita, che è sacra. Molti di voi si sono letteralmente sacrificati, donando la propria. Tutto questo… è il vero messaggio che Gesù Cristo, risorto oggi + ci ha lasciato 2000 anni fa, affinchè noi mettessimo in pratica con le preghiere, ma soprattutto con le azioni, cosa che tu, Anima carissima, hai sempre fatto… sono sicura, da quando hai vita. Grazie per la tua limpidezza, fede, luce del cuore, amore incondizionato per tutti quelli che hanno avuto la fortuna d’incontrarti personalmente, o idealmente (non mi piace dire virtualmente) le tue parole mi hanno aiutata in molte occasioni, come acqua di sorgente. Tutto questo, e anche di più meriti e, Gesù Cristo nostro Signore, lo sa bene, perchè tutto vede nel segreto, tutto annota nel libro della vita, sa quante lacrime hai, non versato, ma donato… per chi soffre sia fisicamente, che spiritualmente, Grazie ancora per quello che hai dato, che dai, e mai ti stancherai di dare. Ti ammiro da che ti ho conosciuta, sei da esempio per tutti noi.
Qui non riesco ad inviarti l’immagine, la metterò nel mio blog, insieme a questo commento, perchè tutti sappiano come dev’essere un cristiano vero, con la fede in Gesù Cristo, anche quelli che non sono cristiani, perchè il Suo messaggio è per tutti, nessuno escluso.
Il mio augurio di una Buona S. Pasqua, che mai come quest’anno è davvero sentita per me e, immagino per molte altre persone che della profondità, dell’umiltà ed essenzialità, ne fanno la loro bandiera. Auguri di ❤ fiore di luce!

p.s. La foto mi è stata inviata da mio nipote, che ha un’amica infermiera che lavora in Lombardia, la creatività della sua amica è in questa foto.

In Riva all’Anima

•6 aprile 2020 • 6 commenti

Rugiada di gocce di anima,

di gocce di mattina, di gocce di lacrime,

illuminami, fortificami, insegnami

a vedere oltre l’orizzonte

dell’oscurità.

Rugiada di gocce di primavera,

di gocce di mare, di gocce di alba,

fammi camminare

nell’immenso della vita

con chiarezza e calma.

Rugiada di gocce di bosco,

di gocce di luna, di gocce di sorgente,

fa crescere in me

il raccolto seminato con fatica,

fierezza e speranza.

Rugiada di gocce di luce,

ti prego,

aiutami a rialzarmi

se diverrò troppo stanca

per vedere il sole del mattino

avvicinarsi

alla mia dimora.

Rugiada di gocce d’amore,

portami un letto fatto di prato

per poter guardare

il cielo cobalto

e confidare al mio Angelo di cristallo

quanto l’anima mia sia

più serena

in Tua presenza.

(Lorenza de Simone)