Disegni

•12 ottobre 2019 • 6 commenti

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Sì, lo so che è la scia di un aereo, ma per me, un angelo si è divertito a disegnarci

sopra una piuma…

 

 

 

 

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Dedicata a tutte le donne-Grazie Giuliana @>->—

•5 ottobre 2019 • 8 commenti

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Grazie Giuliana, a nome di tutte.

Giuliana Campisi

Se sei una donna forte
proteggiti dalle bestie che vorranno nutrirsi del tuo cuore.
Usano tutti i travestimenti del carnevale della terra:
si vestono da sensi di colpa, da opportunità,
da prezzi che si devono pagare.
Non per illuminarsi con il tuo fuoco
ma per spegnere la passione
l’erudizione delle tue fantasie
Non perdere l’empatia, ma temi ciò che ti porta a negarti la parola,
a nascondere chi sei,
ciò che ti obbliga a essere remissiva
e ti promette un regno terrestre in cambio
di un sorriso compiacente.
Se sei una donna forte
preparati alla battaglia:
imparare a stare sola
a dormire nella più assoluta oscurità senza paura
che nessuno ti tiri una fune quando ruggisce la tormenta
a nuotare contro corrente.
Educati all’occupazione della riflessione e dell’intelletto.
Leggi, fai l’amore con te stessa, costruisci il tuo castello, circondalo di fossi profondi però fagli ampie porte e finestre.
E’ necessario…

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Impressioni di settembre – P.F.M.

•30 settembre 2019 • 11 commenti

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Quante gocce di rugiada intorno a me,
cerco il sole ma non c’è…
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l’odore della terra odor di grano,
sale adagio verso me.
e la vita nel mio petto batte piano,
respira la nebbia, penso a te.

Quanto verde tutto intorno e ancor più in là,
sembra quasi un mare l’erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda…
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me:
faccio un passo, lui mi vede, è già
fuggito…
Respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so
sono un uomo, sono un uomo in cerca di se stesso
no, cosa sono adesso non lo so
sono solo, solo il suono del mio passo…
Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:
il giorno come sempre sarà. Aria tersa d’un settembre che pare senza fine
aria già fredda
acqua già fredda…
intorno irripetibili colori e silenzi
e foglie cadute e cadute
e nubi bigie a rimpiattino
e il mio rabbrividire…
la giacca stretta al petto…
un sapore di uva…
e dita attaccaticce…
e il giorno
come vai bello
come sempre possente:
Come sempre…

La Vita

•24 settembre 2019 • 7 commenti

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(Ritratto a matita di Chiara Sirocchi)

 

La vita ti disillude perché tu smetta di vivere di illusioni e veda la realtà.
La vita ti distrugge tutto ciò che è superfluo, fino a che rimanga solo ciò che è importante.
La vita non ti lascia in pace affinché tu smetta di combatterla e accetti ciò che è.
La vita ti toglie ciò che hai, fino a che non smetti di lamentarti e inizi a ringraziare.
La vita ti manda persone conflittuali affinché tu guarisca e smetta di proiettare fuori ciò che hai dentro.
La vita lascia che tu cada una e un’altra volta fino a che ti decidi ad imparare la lezione.
La vita ti porta fuori strada e ti presenta incroci fino a che non smetti di voler controllare e fluisci come un fiume.
La vita ti pone nemici sul cammino fino a che non smetti di “reagire”.
La vita ti spaventa tutte le volte necessarie a perdere la paura e riacquistare la fede.
La vita ti toglie il vero amore, non te lo concede né te lo permette, fino a che non smetti di volerlo comprare con fronzoli.
La vita ti allontana dalle persone che ami fino a che non comprendi che non siamo questo corpo ma l’anima che lo contiene.
La vita ride di te molte volte, fino a che non smetti di prenderti tanto sul serio e impari a ridere di te stesso.
La vita ti frantuma in tanti pezzi quanti sono necessari affinché da lì penetri la luce.
La vita ti ripete lo stesso messaggio con schiaffi e urla finché non ascolti.
La vita ti invia fulmini e tempeste affinché tu possa svegliarti.
La vita ti umilia e sconfigge fino a che non decidi di far morire il tuo Ego.
La vita ti nega i beni e la grandezza fino a che smetti di voler beni e grandezza e inizi a servire.
La vita ti taglia le ali e ti pota le radici, fino a che non avrai più bisogno né di ali né di radici, ma solo di sparire nella forma e volare dall’essere che sei.
La vita ti nega i miracoli fino a che non comprendi che tutto è un miracolo.
La vita ti accorcia il tempo affinché tu impari a vivere.
La vita ti ridicolizza fino a diventare nulla, fino a diventare nessuno, così diventi tutto.
La vita non ti da ciò che vuoi, ma ciò di cui hai bisogno per evolvere.
La vita ti fa male, ti ferisce, ti tormenta, fino a quando non lasci andare i tuoi capricci e godi del respirare.
La vita ti nasconde tesori fino a che non inizi il tuo viaggio e non esci a cercarli.
La vita ti nega Dio, fino a che non lo vedi in tutti e in tutto.
La vita ti chiede, ti toglie, ti taglia, ti spezza, ti delude, ti rompe … fino a che in te rimanga solo AMORE.

 

*Bert Hellinger*

 

 

 

 

 

In The Realm of Legends

•22 giugno 2019 • 22 commenti

L’Islanda è conosciuta per le sue cascate, le spiagge vulcaniche di sabbia nera e altre caratteristiche naturali oniriche e surreali che rendono i suoi cavalli residenti uno spettacolo che devi vedere per credere. Questi animali fanno parte delle incredibili storie che costituiscono la mitologia della terra e la loro sopravvivenza qui è miracolosa, specialmente considerando il magnifico ma impegnativo paesaggio. Tracciato da Christopher Ward, un compositore pluripremiato di Oscar e Grammy, il film include riprese aeree di Skógafoss, una delle più famose ed epiche cascate islandesi e Jökulsárlon, la spiaggia di sabbia nera punteggiata di ghiaccio blu del ghiacciaio, così come molti altri luoghi islandesi famosi.

(Drew Doggett Photography)

Ricordo di Te

•6 febbraio 2019 • 32 commenti

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Aleggia intorno a me

la tua presenza.

Immagini perdute,

immagini ritrovate di te.

Ricordi ammalati di nostalgia,

ricordi di arcobaleni

dove con te viaggiai nell’infinito.

Pezzi di cristallo

dove con te mi specchiai

felice di appartenerti.

 

(Lorenza de Simone)

Le Pulci Da Tastiera, Abitano Qui…

•28 gennaio 2019 • 46 commenti

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Il colore è già un bell’indizio. Un bellissimo aforisma recita:

“Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” (W. Shakespeare, La Tempesta, atto IV), benissimo, ritengo che sia vero per quanto riguarda le persone di una certa sensibilità, quelle persone con cui ti senti subito a tuo agio, quelle dove non devi aver paura di essere te stesso/a, insomma, le persone per bene, con le loro mille sfumature, perché ovviamente, non siamo fatti in serie per fortuna e, anzi, le diversità spesso compensano e arricchiscono reciprocamente.

Il discorso cambia drasticamente quando si parla di persone (?) … non voglio spendere troppe parole per loro, vado al sodo: individui vigliacchi/e, codardi/e, poveri/e dentro, dalle misere vite, ma proprio misere eh… per loro sono stati creati, migliaia di aforismi, sarebbe troppo facile citarne uno, ne dico uno mio breve, venuto al volo adesso “puzzano già da lontano”, e il perchè è presto detto, abitano qui:

 

… Ma il più strano pianeta di cui ho sentito raccontare è il pianeta della Sacra Merda. In esso la merda è la più grande ricchezza, la moneta con cui si compra tutto. Gli abitanti non hanno portafogli: ma grossi vasi che portano in giro, e più sono grossi e puzzano, più si vantano. Le banche sono dei giganteschi pozzi neri, guardati a vista da poliziotti e vigilantes. Qua si effettuano i versamenti. Dai più piccoli, alla vecchina che viene a consegnare due palline da coniglio, tutti i suoi risparmi, al commerciante che viene a portare l’incasso della giornata, una carriola ben odorosa. Naturalmente, nelle case non si dice “vado nel bagno,” ma si dice “metto nel salvadanaio”. Ogni bambino ha il suo vasino fatto a maialino. Ahimè! Anche in questo paese c’è chi vende anima e corpo, per diventare merdoso a dismisura! C’è chi rapina, e sotto la minaccia di una pistola ti obbliga a depositare lì, per strada, tutto il malloppo che hai in pancia! Se qualcuno, incautamente, si ferma in un prato per fabbricare un po’ di contante, stia attento che nel breve tempo che si tira su i pantaloni, qualcuno gli avrà già sottratto il suo bene. Per non parlare degli esibizionisti: quelli che quando entrano al ristorante, eccoli mettere merda qua e là in mano ai camerieri: e lasciano come mancia uno stronzo come un cotechino: e dicono, non per vantarmi, ma ho tanta merda che non so più dove metterla! L’economia in questo pianeta è naturalmente soggetta agli sbalzi di questo bene primario: qui la mancanza di investimenti si chiama stipsi, e la diarrea si chiama inflazione. Speriamo di mantenere il tetto della diarrea sotto il dieci per cento, dicono i governanti. E poi scoppiano gli scandali, e si scopre che segretamente i governanti prendevano quintali di merda dagli industriali e chiudevano un occhio sul contrabbando di merda all’estero. Esistono anche le cambiali, uno può acquistare una macchina, ad esempio, prendendo dieci purganti al momento dell’acquisto: ma se poi la cambiale andrà in protesto, sarà dichiarata panciarotta. E ci saranno perquisizioni e a volte anche sequestri da parte dei chirurghi-finanzieri. Ma questo capita ai pochi sfortunati: questo pianeta è ricco. Tutti i mesi, ogni giorno sei, San Libero, si fa la festa della Santa Merda. I più grandi merdoni del paese convengono con grandi macchine color crema e marron, e riempiono saloni pieni di lampadari e bei quadri e porcellane da bagno. Le signore sono vestite tutte di bianco e i signori in rosa. Si sente dire: lo vedi quello? Ha fatto la merda con le bische: è un parvenu. Quello, invece: uh è di sangue blu, la sua famiglia è sempre stata un letamaio. E tutti ballano, e soprattutto scoreggiano, per mostrare la loro ricchezza. Le grosse signore scoreggiano in tonalità di bordone gonfiando come vele i vestitoni stretti di raso, le giovani signore scoreggiano deliziosamente con virtuosismi di flauto e clarinetto, i ricchi commercianti petano come cannoni scambiandosi pacche sulle spalle, gli intellettuali sfiatano con grande sofferenza, spiegando che la merda non è poi tutto al mondo, i giovani brillanti tirano bronze pungenti che alzano le falde dei loro frac in eleganti impennate, i vecchi nobili brontolano e spetazzano e non raramente nel far ciò cade nelle loro mutande qualche spicciolo, i bambini trillano ventini, i neonati pigolano e il padrone di casa, apparendo sulla soglia rosso e trionfale, spara un peditone storico con fremente interminabile premito che scrolla le cristalliere e a voce alta dice: “Il pranzo è servito!” E tutti vanno a lavarsi le mani.

Stefano Benni, tratto da Terra! – capitolo I pianeti strani –

E comunque… anche questi individui vanno salutati…

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